Archive for March, 2008

Finisci la pappa!

26/03/2008  |  Spunti Educativi  |  3 Comments  |  Share

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Parlando con le mamme mi rendo conto che per molti genitori il momento dei pasti è una lotta, un momento di agitazione e di ansia più che una gioia.

Spesso i bambini mangiano da soli, con qualcuno che li imbocca, li guarda e nel migliore dei casi li incita.

Proviamo a metterci nei loro panni.

Vi piacerebbe mangiare da soli, ma non da soli in santa pace ma con qualcuno che analizza ogni vostra mossa, vi incalza ad ogni pausa e cerca di infilarvi in bocca bocconi sempre più grossi di quelli che desiderate?

…e poi se qualcuno vi dicesse “Se finisci tutta la minestra hai un bel premio..” anche se la minestra vi sembra avere un buon sapore non vi verrebbe il dubbio che ci sia qualcosa di intrinsecamente schifoso se poi quando l’avete finita vi danno un premio? Perchè non vi promettono nulla quando vi danno il gelato ( …che magari a voi sembra fin troppo freddo per essere buono..)

…e perchè i grandi mangiano con calma, chiacchierando, servendosi le porzioni che vogliono e voi avete sempre davanti una tovaglietta minuscola e una tazzona pienissima imbrigliati in un bavaglino plasticoso freddo e duro?

Il libro “L’alimentazione naturale del bambino” di Tiziana Valpiana Edizioni Red, una casa editrice “intelligente”, dà spunti e consigli interessanti in questo senso.

Venite a trovarci e a PROVARLO!

10/03/2008  |  Eventi & Notizie, Vita in Famiglia  |  1 Comment  |  Share

11-12-13 Aprile saremo presenti a Milano alla fiera:

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…e non con uno stand ma con un SERVIZIO RIVOLTO A TUTTI I GENITORI!

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Spegni la TV….anzi, buttala!

07/03/2008  |  Spunti Educativi  |  5 Comments  |  Share

Lo so, FORSE è un po’ estremo…ma, vi confesso che ci credo veramente.

immagine-7.png Dire in poche righe il perchè è complesso…ma se in casa ci sono dei bambini i motivi aumentano in maniera spropositata e quindi mi voglio impegnare a condividere le mie riflessioni.

Prima dei tre anni no, mille volte no..come scrive il famoso Alessandro Volta. Non è anti educativo ma può essere nocivo a livello cognitivo ed emotivo.

Esistono programmi specifici studiati scientificamente addirittura per i lattanti, niente da dire sui loro contenuti ma tanto da dire sul fatto che i piccolissimi siano incoraggiati a stare davanti ad un video e a utilizzare delle competenze cognitive di concentrazione e attenzione visiva passiva che non hanno ancora avuto il tempo di formare. Nella prima fase della loro vita i cuccioli di uomo devono, più di ogni altra cos, poter creare legami stretti e fiduciosi con le persone che amano e decifrare il mondo esplorando con tutti i loro sensi. L’ultima cosa di cui hanno bisogno è stare davanti ad un video.

…e quando crescono? A mio avviso dovrebbero aver così tante cosa da fare, da seprimentare, da scoprire… da non poter trovare il minimo interesse ad un intrattenimento passivo come quello della TV. Per tutta la vita utilizzeranno, la vista, l’udito e la concentrazione specifica per qualsiasi attività. Almeno nei loro primi dieci anni lasciamoli utilizzare le mani, le gambe, i piedi, la lingua, le ginocchia il naso…la voce per scoprire il mondo e gli altri, gli amici! Amici con i quali progettare, costruire, colorare, litigare…far impazzire i genitori!

…pensa che bello…

04/03/2008  |  Neonato  |  No Comments  |  Share

Sempre dal mitico Dott. Karp:

immagine-6.png “PERCHE’ I BAMBINI NASCONO CON IL RIFLESSO DEL PIANTO, MA NON CON UN RIFLESSO DEL RISO?”

Non sarebbe bello se i bambini nascessero ridendo? La Natura non poteva pensarci un po’ meglio? Sarebbe bello, però ci sono due ottimi motivi per cui un neonato può piangere a squarciagola, ma non si sa fare una risatina.

In primo luogo piangere è più facile che ridere; richiede una minore coordinazione perchè si tratta di un suono continuo, prodotto con ogni respirazione. Il riso, invece, è formato da una serie di suoni brevi e in rapida successione nello stesso respiro.

Il riso ha un’utilità sociale, che si manifesta quando il bambino è più grande, mentre il pianto è fondamentale per la sopravvivenza immediata del neonato fin dal primo giorno di vita.