Atrio di una scuola materna qualunque a Milano addobbata a festa per Natale: sul muro una distesa di casette nere con le finestre colorate sotto un cielo stellato. A fianco un imponente albero di natale fatto di bottiglie di plastica dorate con lo spray. Posso dirlo? Che tristezza! Una festa attorno al nulla…un’attesa di nessuno. La festa di Natale è una festa cristiana, spogliamola in tutto e per tutto per non offendere nessuno e cosa rimane? Nulla…una carta senza regalo.
Metteteci qualcuno in mezzo a quelle case, metteteci qualcosa in cima a quell’albero.
Delle persone che chiacchierano attorno al fuoco…Budda che canta, Gesù che gioca a carte con Maometto…ma non lasciate quel vuoto…che pian piano passerà anche nel cuore dei nostri figli.

























Quanto è vero… niente di più triste di una Festa svuotata di senso dei volti e delle storie che la renderebbero viva. Ridotta solo a recite vacanze e regali … Togliere tutti i simboli non dona rispetto nè libertà a nessun bimbo, ma lo impoverisce!
Ciao cara Raffa. Che dire? I miei vanno in una scuola cattolica quindi è tutto una profusione di Gesù Bambini, stelle comete, candele etc. Però. Però è stato difficile affrontare con tatto la questione Babbo Natale. Ho spiegato a Giovanni che in realtà era San Nicola, ma non mi ha creduto (!). Gli ho detto che quando ero piccola a casa mia non arrivava nessun Babbo Natale e nessun Gesù Bambino! I regali si fanno perchè ci si vuole bene: sono segno di generosità, di amore. Come hanno fatto i pastori e i re magi con Gesù. Ma non era molto convinto. Non ho potuto dirgli che B.N. non esiste, ma avrei voluto…magari quando sarà più grande…
Per scegliere i regali: ovviamente finchè posso piloterò la lista, facnedogli venire in mente proprio quelle cose che volevo regalargli…;-)