Ti ascolto, ci sei…

16/06/2010  |  Spunti Educativi  |  Share

Tutti abbiamo bisogno di essere ascoltati. L’ascolto è alla base delle relazioni e per noi esseri umani la relazione è la vita!

Ascoltare significa fermarsi, aprirsi, mettersi in gioco per accogliere a pieno ciò che si percepisce da un ascolto attivo.

Come genitori siamo chiamati ad ascoltare ancora di più, e da subito! Per essere capaci di ascoltare un adolescente bisogna cominciare ad allenarsi con il neonato. La natura ci da ogni genere di supporto e di aiuto per fare ciò. Il neonato è stato “programmato” per stimolare in noi l’ascolto attraverso riflessi condizionati. E’ sufficiente non soffocarli con la nostra razionalità estrema.

L’ascolto è uno dei principi dell’Attachment Parenting, uno stile genitoriale che pone al centro la relazione e l’attaccamento tra genitori e bambini. Non c’è paura di vizio e in una relazione basato sul rispetto reciproco non c’è nemmeno “bisogno” di capricci per essere ascoltati.

Funziona?!? Sicuramente sono degli ottimi principi educativi, che poi il pargoletto non pesti mai i piedi per le figurine…è tutto da vedere!


5 Comments


  1. Ho letto il link nel quale vengono descritti i principi dell’Attachment Parenting e sono rimasta francamente stupita dalle indicazioni riportate rispetto al co-sleeping. Personalemente ho sempre ritenuto importante che i bambini imparassero presto a dormire nel proprio letto per favorire il processo di crescita come individui separati dalla mamma. Quando mi è capitato di portare le bambine nel “lettone” (ad esempio perchè ero troppo stanca per stare alzata accanto al loro letto per aiutarle ad addormentarsi) ho sempre avuto la sensazione che non dormissero in modo tranquillo. Penso che se i bambini ricevono attenzione e vicinanza durante il giorno, possano dormire sereni e da soli durante la notte. Le mie (10 mesi e 4 anni), per fortuna, lo fanno! Voi che ne pensate?

  2. Ascoltarli, osservarli tanto e senza invadenza. Mi piacciono molto i principi dell’attachment parenting e ho cercato di farli diventare la base del mio modo di essere mamma. Allattamento a richiesta, co-sleeping ogni tanto (soprattutto nei primi mesi) e tanto ascolto, senza tenerli sempre al centro dell’attenzione. E’ un bel modo di essere genitore, forse il migliore…ma un po’ di capricci li fanno lo stesso! :-)

  3. Ciao! Questo link mi ricorda molto un libro che ho letto (Besame mucho di Carlos Gonzales). Il libro è molto bello e mostra il rapporto bimbo-genitori in maniera innovativa rispetto ad altri testi, ponendo il bambino al centro e cercando di mostrare come la natura ci abbia creati in maniera perfetta per curare i nostri piccoli. Se seguissimo di più l’istinto…il fatto è che l’istinto umano è stato manipolato da secoli, la società in cui viviamo è talmente lontana e complessa che è più facile credere ad una pediatra che al proprio istinto…Daltronde non possiamo certo tornare nelle caverne e far dormire i piccoli tra noi…siamo dotati ormai di confortevoli appartamenti con camere riscaldate e senza rischi!
    Io credo che la giusta via sia quella sana via di mezzo degli antichi. Il bambino va ascoltato ( e quindi qualche volta può stare nel lettone) ma va anche educato: dobbiamo insegnargli a vivere in questa società che ha delle regole, a volte non sempre piacevoli. Purtroppo devono anche imparare che non saranno sempre ascoltati, che non saranno sempre al centro dell’attenzione, devono imparare ad accettare queste piccole frustrazioni anche dagli stessi genitori…
    Non so se ho spiegato bene…la piccola ieri notte ha voluto essere AMPIAMENTE ascoltata!
    Annalisa
    Annalisa

  4. Penso proprio che l’unica “ricetta” possibile sia proprio ascoltarli, all’inizio semplicemente osservandoli, per riuscire a comprendere quale sia la cosa che li fa stare meglio. Per alcuni bambini addormentarsi da soli è un dramma, si sentono persi ed abbandonati. Altri se “accompagnati” al sonno si distraggono, si eccitano e non si addormentano mai… Ognuno trova la giusta modalità.
    Non dimentichiamoci di “ascoltarci”, ascoltare anche quello che fa bene a noi come genitori e come coppia. E’ un equilibrio difficile ma la giusta modalità è una mediazione che deve far star bene tutti e non solo i bambini.

  5. prima di tutto, grazie per il link al mio post :) ))

    secondo me l’attachment parenting è proprio il rimanere in ascolto del proprio pupino con rispetto ANCHE quando pesterà i piedi per le figurine! :)

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