Inserimento al nido: gradualmente e con dolcezza

09/11/2011  |  Allattamento, Primo Anno, Spunti Educativi  |  Share

A qualunque età, il primo distacco tra la mamma e il suo bambino è sempre un momento delicato, un evento che non succede a caso e che va preparato e gestito. Come tutti i passaggi va affrontato con gradualità e dolcezza. Gradualità ( pensate allo svezzamento, per esempio) significa modificare delicatamente una e una sola variabile per volta. Per il bambino l’inserimento al nido significa imparare a gestire l’assenza e  introiettare il concetto che la mamma “non c’è ora, ma tornerà”. Più forte sarà in lui la sicurezza, la serenità e la consapevolezza della presenza della mamma più semplice sarà lasciare andare per poi ritrovare la mamma. La sicurezza della presenza, l’attaccamento sicuro, si crea attraverso i gesti materni e paterni che rispondono in modo appropriato ai bisogni dei bambini, strumenti come l’allattamento  e il portare vanno precisamente in questa direzione.

Sospendere l’allattamento e il portare con la fascia non renderà più pronto il bambino, anzi, probabilmente il contrario! Mantenere tutte le pratiche di accudimento affettivo lo aiuterà in questo delicato passaggio. Anche i bambini molto piccoli capiscono la differenza tra mamma e non -mamma e non chiederanno ad altri ciò che solo i genitori possono offrire. Quando sarà al nido il bambino prenderà il latte dal bicchiere o dal biberon, quando tornerà a casa troverà rassicurante e rappacificante il fatto di ritrovare il seno della mamma.

Anche per la fascia vale la stessa cosa. Portare il bambino in fascia anche semplicemente per accompagnare il bambino al nido gli darà una ricarica supplementare che lo aiuterà a sopportare il distacco. La fascia, inoltre ( a differenza del seno!) può anche essere lasciata al nido. Si può chiedere alle educatrici di utilizzarla come “copertina” per la nanna o a quelle più collaborative può essere proposta come strumento da utilizzare in alcuni momenti. Questo potrebbe essere il primo passo per una vera “cura individualizzata”.

 


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