Le mamme non vanno in vacanza, al massimo cambiano aria!

07/08/2011  |  Vita in Famiglia  |  Share

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da una mail che abbiamo ricevuto.

“Spiagge assolate, la notte sull’oceano, lunghe camminate, la foresta tropicale, cime altissime e innevate… il nuovo catalogo dell’agenzia di viaggi sotto casa? NO! Le mie vacanze fino a qualche anno fa, prima che Terremoto e Tzunami, o LaDoppiaT per gli amici, i miei deliziosi cuccioli, arrivassero a farmi compagnia.
E ora? Fine luglio e un fantastico soggiorno in “una ridente località a non più di due ore di macchina da Milano”, che di ridente ha ben poco, comunque, nonostante la Pro Loco ci provi!
La cosa più entusiasmante: il pullman di tedeschi che fa manovra due volte al giorno sotto le nostre finestre e lo schiacciasassi che ha asfaltato la strada principale del paese… ovviamente in piena stagione turistica, giusto per non farti scordare Milano.

E così, le esigenze di tranquillità dei tuoi adorabili cuccioli, le ferie blindate del marito e la stagione estiva più piovosa della storia ti fanno trasformare le vacanze in un piccolo incubo quotidiano… già perchè la casa, seppur bella, non è mai a misura di bambino, né di settimana intera di pioggia, perchè le macchie non vanno mai in vacanza e perchè tre volte al giorno gli stomachini della DoppiaT reclamano cibo…. e Tu? Lavi, stiri, cucini, pulisci, sedi litigi e rivolte, inventi giochi, vai al parchetto, “spatelli” il più piccolo, fai cose “da ragazza” con la più grande, metti nanna, fai la spesa, e poi, infine, crolli addormentata … in attesa che domani tutto ricominci.

Ma soprattutto incontri quotidianamente le dieci nonnine che instancabili ti ripetono “che adorabili creature!” e tu “CHI????” urli incredula in silenzio “CHI? Tzunami e Terremoto?” e sorridi e procedi oltre, sprofondando nel malumore.

E se fosse questione di prospettiva? Me lo ha fatto venire in mente proprio una nonnina che ha accompagnato la solita frase con uno sguardo malinconico e nostalgico. Io, sono qui, spesso di malumore, e desidero che i miei piccoli crescano abbastanza per riavere indietro un po’ del mio tempo e delle mie vacanze, ma forse, tra qualche anno, rimpiangerò proprio questo delirio quotidiano, quando la DoppiaT avrà ben altro da fare che cercare la loro mamma.
E se questo non cambia nulla della quotidianità, almeno rasserena.”

 


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