Neonati positivi

09/01/2012  |  Neonato  |  Share

Nascere è l’inizio di un lungo percorso: una vita!

Alla nascita un bambino è già una persona con delle competenze, delle capacità relazionali, dei bisogni ben precisi. Ciò che deve pian piano costruirsi, tra le tante cose, ma probabilmente tra le più indispensabili per una buona crescita è  la positiva percezione di sè. Parole difficili per un concetto psicologico  molto semplice: l’immagine interiore che una persona si forma di sè stesso. Quest’immagine ci accompagna tutta la vita e, anche se può essere mutata, si struttura principalemte nei primi anni.

Come un bambino così piccolo riesce a creare un’idea mentale di sè? Semplicemente attraverso le esperienze, che inizialmente sono principalmente l’esperienza del proprio corpo e le esperienze di scambio corporeo. Il piccolo corpo comincia a percepire i propri confini attraverso l’abbraccio che riceve dal corpo adulto. Pensiamo ad esempio ad alcune parti del nostro corpo che vengono poco toccate o che non prendono parte attivamente agli scambi con gli altri. Alcune zone delle gambe o della schiena le percepiamo solamente quando qualcun altro le tocca, le massaggia, le accarezza.

Il tatto, la pressione, il movimento sul corpo di un altro, la voce con le sue vibrazioni e tonalità costituiscono gli ingredienti primari della percezione di sè e sono tutti elementi di relazione.

Dalle risposte che incontra nel suo “primo mondo”, il corpo materno, il bambino inizierà a percepirsi come adeguato e dotato di valore. Questa sensazione di positività si rifletterà sul suo essere per tutta la vita.

Lo psicanalista D. H. Winnicott si è occupato del  tema del rispecchiamento nell’opera del 1971 “Gioco e realtà”. Egli sostiene che “il precursore dello specchio è la faccia della madre” .

 

 

 

 


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