Fin dalla nascita i nostri piccoli sono caricati di aspettative. Genitori, nonni, zii, tutti si apettano che il bambino sia “bravo”. Ma cosa vuol dire essere bravo per un neonato? Dormire molto, mangiare ogni 3-4 ore, non piangere mai… riflettendoci un po’… sono aspettative realistiche? Pensiamo davvero che un bambino che fino al momento della nascita non ha conosciuto null’altro che il ventre della propria mamma, che non ha avuto altro confine che il corpo materno, che non ha mai avvertito la fame, che è stato in un ambiente protetto e ovattato, cullato in ogni attimo fin dal concepimento, possa cambiare totalmente e all’improvviso solo per il fatto di essere nato?
Ci sembra più realistico immaginare che un bambino appena venuto al mondo sia spaesato per il nuovo ambiente che incontra e che per superare lo smarrimento ricerchi le poche sicurezze che ha già. Ma quali sono queste sicurezze? Le uniche certezze che ha il bambino sono la voce della mamma, il suo battito del cuore, il suo odore e i rumori che percepiva filtrati dal grembo materno.
Il corpo della mamma, palestra per i nove lunghi mesi di gravidanza, dovrà continuare ad essere il punto di riferimento del bambino per i primi mesi della sua vita fuori dall’utero.
Privarlo di queste sicurezze pretendendo che si adatti immediatamente alla vita exrauterina in nome di un bisogno di riconoscimento “sociale” significa, con ogni probabilità, ritardare l’adattamento del bambino e privarlo di certezze fondamentali nello sviluppo di un’immagine sicura di sè e di chi lo circonda.
Forse è meglio rinunciare all’idea di avere un bimbo socialmente “buono” e “bravo” per accettare il fatto che ogni bambino è a sè, che può darsi che un bambino mangi e dorma molto senza esprimere grossi disappunti, ma che è altrettanto normale che un bambino si mostri bisognoso di attenzione e di cure costanti senza che per questo sia bollato come “terribile”.
E’ necessario scrollarsi di dosso l’idea che il bambino “buono” sia quello che non disturba e non fa sentire la sua presenza, il bambino deve farsi sentire, deve richiamarci quando ne ha bisogno!

























Io per molti mesi avrei volentieri preso a mazzate nei denti quelli che chiedevano “è brava?!??” e a cui immancabilmente rispondevo “è una neonata” O_o
Di solito non lascio commenti in Internet, ma questa volta me n’è venuto uno di slancio e non voglio trattenerlo. Emanuela, a chi lo dici? Anch’io non sopporto chi mi chiede “E’ bravo o ti fa arrabbiare?” dopo nemmeno una settimana!!!! Per non parlare di chi ha cominciato fin dal primo giorno a fare delle statistiche sulla frequenza delle poppate, la quantità del mio latte, … Ma insomma, VOLETE LASCIARCI IN PACE e DARCI TEMPO PER CONOSCERCI??!! Bene mi sono sfogata. Grazie.