Giochi da maschi, giochi da femmine…

06/06/2012  |  Spunti Educativi  |  Share

Colloquio tra mamme al parco:

“Non so cosa regalargli per il suo secondo compleanno…., ha già così tante cose …”.

L’amica allora interviene ed esclama: “regalagli pentoline, piatti e bicchieri, e magari la cucina!”

Subito interviene l’interessata: “Ma scusa, a chi? Mattia è un maschio!”

 

Deve essere andata più o meno così la conversazione che ci ha raccontato una mamma (l’amica) che ci ha interpellato ormai dubbiosa sul suo operato e sull’essere una mamma adeguata. Lei aveva avuto prima una figlia e poi un maschietto e non si era mai posta grossi problemi in merito a quali fossero i giochi adatti ad un maschio e quali ad una femmina. Semplicemente si è trovata ad osservare che la grande da subito ha giocato con piacere con macchinine, ruspe e trenini non appena sono arrivate in casa insieme al più piccolo, e, viceversa, il più piccolo ha da sempre giocato volentieri con i “suoi” giochi, ma anche con pentoline, grembiuli, cucina e anche asse da stiro, stendi biancheria e bambolotti. Si era sempre limitata ad osservare e a regalare a ciascun bimbo quello che desiderava di più in quel momento, ma la risposta secca dell’amica l’ha fatta dubitare: ma è così sbagliato che un maschio giochi con giochi da “femmine” e viceversa che una femmina giochi con quelli da “maschio”? ( interessante su questo l’intervista a Cinzia Albanesi)

Per rispondere a questa domanda occorrerebbe prima di tutto capire se esistono giochi esclusivamente maschili o altri esclusivamente femminili, che di fatto equivale a chiedersi se esistono attività esclusivamente appannaggio di uno dei generi. Di fatto se pensiamo alla nostra vita quotidiana è difficile dividere con una linea netta le occupazioni tra maschile e femminile: ci sono ballerine, ma anche ballerini capaci di incantare; ci sono i soldati, ma sempre più i corpi armati vedono la presenza femminile … e questo per rimanere negli stereotipi più diffusi, ma la cosa si complica se prendiamo in esame le occupazioni della vita quotidiana, dove le incombenze sono sempre meno assegnate tradizionalmente ai ruoli di genere. Così abbiamo papà capaci di cucinare, fare la spesa, accudire i figli e perfino stirare e mamme che lavorano fuori casa, spesso ad alti livelli, impegnate nella vita civile e politica.

Onestamente, lo sappiamo, ai genitori non preoccupa tanto che le figlie femmine facciano anche “cose da maschi”, ma che un figlio scelga spontaneamente di dedicarsi a giochi e attività di cura questo viene considerato allarmante, e di certo non si considera buona cosa incentivare queste occupazioni.

Il gioco, soprattutto quello simbolico, caratteristico della prima e della seconda infanzia, basato sul “fare come se”, è una modalità attraverso cui i piccoli ripetono quello che vivono… e in questo periodo della vita i piccoli sono a contatto per tantissime ore della giornata con figure femminili (mamma, nonne, baby sitter, educatrici), ma anche papà e nonni, che gli dimostrano l’affetto e l’amore attraverso gesti di cura semplici e concreti: la maglietta preferita stirata e profumata, la pastasciutta cotta e pronta nel piatto, la stanza in ordine per ritrovare le proprie cose, la storia prima della buona notte. E’ da qui che parte il desiderio e il piacere di imitare e di fare lo stesso ….. e quindi non c’è da stupirsi nemmeno che un bambino allattato amorevolmente desideri allattare “il suo bimbo”-giocattolo oppure portarlo con la fascia se lui ama quello spazio di condivisione con chi si prende cura di lui, proprio perchè vuole regalare al “suo piccolo” quanto di meglio lui ha sperimentato.

Una storica ricerca antropologica della studiosa Ember (1973) ha osservato che l’attribuzione ai figli maschi di incarichi di cura dei fratelli più piccoli, in assenza di sorelle più grandi femmine, rendeva questi bambini capaci di comportarsi in modo meno aggressivo e più prosociale in tutte le altre relazioni. Questo ci indica che, a livello educativo, dovremmo imparare non solo a tollerare queste inclinazioni dei più piccoli, ma anche ad incentivarle, perchè, nel gioco come nella realtà, assumersi ruoli e compiti di cura aiuta i piccoli a diventare adulti più capaci a livello relazionale e soprattutto capaci di prendersi cura degli altri e di ciò che li circonda.


2 Comments


  1. mammasuperabile

    Esistono giochi da maschio e da femmina se esistono lavori da uomini e da donne.
    Oggi le donne guidano camion e sono AD di grandi aziende, gli uomini cucinano e spingono i passeggini

  2. esistono giochi da maschio e da femmina come esistono occupazioni da uomo e da donna
    al giorno d’oggi ci sono donne meccanico e camioniste e uomini che fanno la spesa, lavano i piatti e accudiscono i figli
    quindi penso sia un retaggio di vecchi usi
    mio figlio gioca con bambolotti, pentoline e scopetta per bimbi e a noi va bene così!

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