Idee regalo per neonati e non solo!

05/12/2011  |  Neonato, Primo Anno, Vita in Famiglia  |  No Comments  |  Share

Cosa gli regalo? Ecco la domanda più frequente di questo periodo.

Anche nell’ultimo incontro per genitori è saltato fuori l’argomento…“Il mio Francesco è piccolo, naturalmente non si aspetta nulla, ma a me piacerebbe fargli un bel regalo per il suo primo Natale. Quando sarà grande lo ritroverà…”

…e quando sarà grande si emozionerò nel ritrovare in un angolo della cantina la MaxiPalestrina Luci-Suoni-Rumori della Savana o…

Un grande disegno incorniciato fatto per lui? Un quaderno con i racconti delle sue prime prodezze? Un albero piantato in giardino? Un quadro con il suo albero genealogico fotografico? Un grande tappeto su cui rotolare con mamma e papa…che, nel primo anno di vita, sono i suoi migliori giocattoli!

Se invece amici e parenti vi  tormentano: “cosa gli regalo?“…e se volete comunque fare un bel regalo pensato, un regalo “affettivo”, un regalo insolito e soprattutto utile?

Ecco qualche altra idea regalo per coccolare i più piccoli e far contenti i genitori.

Un Mammarsupio colorato : regalare una fascia porta bebè ad una mamma in attesa o ad un neonato è come regalargli un abbraccio…forse il pensiero più bello che possiate avere.

 

 

 

Un Meitai in lino a pois : per i più grandicelli, dai 6 mesi ai due anni. Ottimo per le passeggiate, per andare e tornare dal nido con ombrello e borse, per avere qualcosa di pratico sempre a portata di mano.

 

 

Un set di pantaloni per il nido: niente di più utile per un piccolo terremoto da 1 a 3 anni. Pantaloni in filato biologico, disponibili in diversi colori, comodissimi e pratici da indossare da solo…imparare a vestirsi sarà un gioco da ragazzi, anzi da bambini!

 

 

Il mammarsupio Teddy : un dolcissimo pensiero per bambine e bambini dai 3 agli 8 anni. Un gioco originale per stimolare il gioco creativo e simbolico…e magari sconfiggere la gelosia per il fratellino.

 

 

 

Un cangupile: un giaccone caldissimo da mettere sopra fasce portabebè e marsupi di tutti i tipi per un neopapà orgoglioso di passeggiare anche in inverno con il suo bimbetto addosso..

 

 

Benvenuti

28/11/2011  |  Neonato, Parto  |  No Comments  |  Share
 
Dormi
Dopo onde schiumose ed enormi
Pesciolino arenato al mio fianco
Nel lenzuolo di un’isola bianca
Sei venuto dal mare e sei stanco
Sono venuta dal mondo, son stanca
Riposiamoci dallo stupore
Ci saranno tantissimi giorni
Ora calma il tuo cuore
Dormi

A tutti i bimbi nati in questa settimana, dedichiamo questa  bellissima poesia tratta dal libro “Mammalingua” di Tognolini e Valentinis.

Portare i Gemelli. L’importanza del contatto si moltiplica

20/11/2011  |  Neonato, Spunti Educativi, Vita in Famiglia  |  No Comments  |  Share

Creare un legame con i propri bambini fin dalla gravidanza è possibile, bello e significativo anche quando si aspettano dei gemelli. Generamente le mamme in attesa, ascoltando i movimenti dei loro piccoli riescono pian piano a percepire differenze tra i bambini. Grazie a queste percezioni è possibile cercare di visualizzare i bambini nelle loro posizioni all’interno dell’utero, anche aiutate dall’ultima ecografia.

Nel momento della nascita, parto naturale o cesareo che sia, appena è possibile si può chiedere che i bambini vengano dati alla mamma e posti sul suo petto pelle a pelle perché i bambini possano ritrovare odori e rumori conosciuti e cominciare a conoscere la loro mamma e il fratellino da un punto di vista diverso

L’importanza che il contatto fisico ha per il neonato si mostra ancor più preponderante per i gemelli, che, durante la gravidanza, oltre al contatto con il corpo materno, condividono lo spazio, le sensazioni e le emozioni con un fratello.
La nascita rappresenta per questi bambini una doppia “perdita” ed è fondamentale che si abituino gradatamente ad una separazione che non deve essere forzata ma sempre accompagnata dai genitori.
La fascia porta bebè fa ritrovare ai bimbi l’intimità con il corpo materno e aiuta i genitori nei momenti in cui sono soli ad accudire i neonati. Finché il peso e le dimensioni dei bambini lo consentono è possibile utilizzare una sola fascia e portare entrambi i bambini. I piccoli si toccano e possono così ritrovare il contatto con la mamma e con il fratellino come quando erano all’interno dell’utero.

Quando saranno diventati un po’ più grandi stare nella fascia porta bebè con mamma o papà donerà a ciascuno dei preziosi momenti di intimità.

 

Giornata Internazionale del Bambino Prematuro

15/11/2011  |  Prematuri  |  No Comments  |  Share

Il 17 Novembre  verrà celebrata la Giornata Internazionale del bambino prematuro.

Perchè dedicare una giornata a questa tematica?

Perchè i prematuri sono in forte aumento, in Europa un parto su dieci avviene prima della fine della 37°settimana, perchè la nascita prematura comporta seri squilibri nella famiglia e a volte gravi difficoltà psicologiche nella mamma, perchè la scienza ha fatto enormi passi avanti nelle cure mediche  di questi piccoli ma spesso viene dato poco valore alla “cura affettiva”, tanto importante quanto quella medica.

Negli ultimi anni gran parte delle ricerche in campo scientifico si sono concetrate sulla sopravvivenza dei gravi prematuri:la possibilità di sopravvivenza, proporzionale al peso e all’età gestazionale, si è spostata sempre più in basso sia per il peso (500 grammi) che per l’età gestazionale (23 settimane).

Molto meno si è fatto e si sta facendo per la prevenzione.

Talmente poco che negli ultimi tempi un “tipo” di prematurità nuova sta prendendo il sopravvento: i late preterm.

Perchè? chi sono? Sono i bambini nati tra la 34^ e la 37^ settimana di gestazione… non piccolissimi ma che nemmeno hanno completato il processo di formazione nella pancia della mamma.

Le cause sono molteplici e tra queste hanno una posizione di rilievo le induzioni e i cesarei. Questi interventi sono spesso fissati a 38 settimane di gravidanza e, se all’inizio c’è stato un calcolo inesatto della settimana gestazionale (non tutte le donne ovulano lo stesso giorno del ciclo quindi è una situazione quanto mai frequente), possono provocare la nascita di un bambino prematuro.
Sicuramente nascere a 37 settimane di gestazione non è la stessa cosa che nascere a 28, ma rimane il fatto che il bambino non è ancora pronto per la vita al di fuori dalla pancia della mamma.
Spesso si pensa che le ultime settimane di gravidanza servano al bambino solo per crescere di più in peso, ma questo pensiero è molto approssimativo ed errato. Il cervello i polmoni e altri organi vitali, infatti, completano il loro sviluppo proprio nell’ultimo periodo della gravidanza.
C’è un modo per porre un freno a questo aumento esponenziale di nascite pretermine? Beh, sì, uno dei modi sarebbe quello di evitare induzioni e cesarei elettivi fissati con largo anticipo sulla data presunta del parto (se la mamma e il bambino godono di buona salute, è chiaro)… i bambini avrebbero modo di giungere a completa maturazione senza che interventi esterni li costringano a continuare fuori dall’utero quello che avrebbero potuto tranquillamente portare a termine in una condizione naturale e ottimale per loro: il corpo della loro mamma!

Mammarsupio e Cooperativa Focus: da sempre abbiamo a cuore i più piccoli.

Dedichiamo a loro tre giorni ( 16-17-18 Novembre 2011)  di acquisti su www.mammarsupiostore.com con spese di spedizione gratis!

Inserimento al nido: gradualmente e con dolcezza

09/11/2011  |  Allattamento, Primo Anno, Spunti Educativi  |  No Comments  |  Share

A qualunque età, il primo distacco tra la mamma e il suo bambino è sempre un momento delicato, un evento che non succede a caso e che va preparato e gestito. Come tutti i passaggi va affrontato con gradualità e dolcezza. Gradualità ( pensate allo svezzamento, per esempio) significa modificare delicatamente una e una sola variabile per volta. Per il bambino l’inserimento al nido significa imparare a gestire l’assenza e  introiettare il concetto che la mamma “non c’è ora, ma tornerà”. Più forte sarà in lui la sicurezza, la serenità e la consapevolezza della presenza della mamma più semplice sarà lasciare andare per poi ritrovare la mamma. La sicurezza della presenza, l’attaccamento sicuro, si crea attraverso i gesti materni e paterni che rispondono in modo appropriato ai bisogni dei bambini, strumenti come l’allattamento  e il portare vanno precisamente in questa direzione.

Sospendere l’allattamento e il portare con la fascia non renderà più pronto il bambino, anzi, probabilmente il contrario! Mantenere tutte le pratiche di accudimento affettivo lo aiuterà in questo delicato passaggio. Anche i bambini molto piccoli capiscono la differenza tra mamma e non -mamma e non chiederanno ad altri ciò che solo i genitori possono offrire. Quando sarà al nido il bambino prenderà il latte dal bicchiere o dal biberon, quando tornerà a casa troverà rassicurante e rappacificante il fatto di ritrovare il seno della mamma.

Anche per la fascia vale la stessa cosa. Portare il bambino in fascia anche semplicemente per accompagnare il bambino al nido gli darà una ricarica supplementare che lo aiuterà a sopportare il distacco. La fascia, inoltre ( a differenza del seno!) può anche essere lasciata al nido. Si può chiedere alle educatrici di utilizzarla come “copertina” per la nanna o a quelle più collaborative può essere proposta come strumento da utilizzare in alcuni momenti. Questo potrebbe essere il primo passo per una vera “cura individualizzata”.

 

Liberta’, autonomia e fasce porta bebe’…

07/11/2011  |  Neonato  |  No Comments  |  Share

“…Non dico passeggiare…ma la soddisfazione di poter uscire in questi giorni di pioggia senza impazzire con la carrozzina è una libertà che non avrei mai pensato di poter provare”

“Accompagnare Tommaso al nido con Alice che dorme tranquilla nella fascia, io con il mio ombrello e lui con il suo…e poter dire alla nonna, che era tanto critica sulla fascia: no, grazie, faccio da sola. E’ una goduria!!”

Questi stralcio di conversazione avvenuta realmente giovedì scorso in uno dei gruppi che settimanalmente teniamo come cooperativa per le mamme di Milano e dintoni, vale più di mille post!

In effetti quando si devono gestire più bimbi, una fascia porta bebè o un meitai per i più grandini, a volte salvano dalle situazioni più complesse. Tra queste, accompagnare i grandi a scuola o all’asilo portandosi dietro i piccoli facendo sì che non sudino in modo spropositato nei dieci minuti nei quali si tolgono stivaletti, si infilano ciabatte e si accompagnano in classe.

Vestite poco i piccoli nella fascia, mettete su una giacca ampia o un cangupile, e quando arrivate in un posto chiuso aprite le vostre giacche e i piccoli risulteranno a posto in un secondo.

Troppo freddo per la fascia portabebe’?

30/10/2011  |  Neonato, Portare  |  No Comments  |  Share

E’ arrivato il freddo, finalmente! …e con sè ha portato pioggia, nebbia, mattini bui e pomeriggi che passano in un lapo.

Approfittiamo dei momenti  di sole per stare all’aperto, per riscoprire i parchi cittadini a caccia di foglie e legnetti. I bambini più grandicelli non temono il freddo:corrono, si arrampicano e giocano in qualunque situazione. Inoltre l’aria aperta è sempre comunque meglio dell’aria calda e secca di una cameretta scaldata con i termsifoni.

E i piccoli?? Anche ai bambini molto piccoli non fa male stare all’aperto. L’importante è che abbiano ben coperte le estremità, che sono quelle che si raffreddano più velocemente. La testa, inoltre è la zona di maggior dispersione di calore. Per i neonati cappellino sempre, anche se di cotone.

Come portarli a spasso senza rinunciare alla libertà della fascia portabebè anche in inverno?

Tre soluzioni:

- Mettere la fascia sotto il proprio cappotto. infilare il piccolo in posizione pancia-pancia vestito solo con tutina di ciniglia e al massimo un gilet…e chiudere la cerniera del cappotto. Escirà così solo la testa del bimbo che verrà coperta con il cappellino.

-Utilizzare la fascia come un classico marsupio, sopra il cappotto. Prediligendo i cappotti e le giacche e non i piumini. Il bimbo deve poter appoggiare il viso sopra una zona preferibilmente in cotone. Un trucco può essere quello di mettrgli un bavaglino al collo e alzarlo conto il vostro cappotto quando mettete il bimbo addosso.

- Noi troviamo che la souzione migliore sia il Cangupile: una giacca in pile pesante, pensata  da una ditta austriaca per essere utilizzata sia in gravidanza che per portare i bambini sotto la giacca. Il cangupile ha una splendida apertura sul davanti che permette di far “sbucare” il piccoletto ma tiene coperti entrambi. Inoltre, con un gesto quando si entra in un negozio o sui mezzi pubblici si può scoprire il bambino senza impazzire con tutoni e cerniere.

 

Le percezioni del neonato

23/10/2011  |  Neonato  |  No Comments  |  Share

Cosa vede? Cosa sente?

Davanti ad un neonatino di pochi giorni, spesso ci ritrovaimo a porci questa domanda. Come percepirà il mondo questo “essere appena arrivato”?

La scienza dice che il neonato vede bene e a fuoco, già dalla nascita ad una distanza di 20 cm, non certo casualmente la distanza che c’è tra il suo viso e quello della mamma durante l’allattamento. Momento intenso e centrale della relazione.

La  sensibilità di un neonato è diversa da quella di noi adulti, le sue senzazioni sono forti ma spesso non riesce a coordinare e dare un senso a tutto, tutti gli stimoli rimangono separati e frammentati. Suoni, rumori, luci lo colpiscono e spesso lo agitano.

Per un neonato è molto  significativo ciò che sente, ciò che percepisce attraverso la sua pelle e con tutto il suo corpo.

Con il suo corpo vive lo spazio attorno o sè, impara a conoscere ciò che gli sta intorno e a differenziare ciò che gli fa piacere da ciò che gli crea fastidio. Quando è in braccio o nella fascia è  attraverso le vibrazioni corporee provocate dalla voce, che riesce a “capire” ciò che gli si dice. Fa suo il significato delle parole attraverso il tono della voce. Questa, se ci pensiamo è una spendida capacità che perdiamo crescendo ma che rimane sopita nel profondo. Capita di pensare : “Mi ha detto, sì, va bene….ma ho la sensazione che non sia d’accordo..”

Attraverso le sensazioni corporee che passano dalla pelle il neonato impara a conoscersi e a percepirsi come un essere unico e positivo. Quando la sua mamma o il suo papà lo accarezza gli dà forma, attraverso le sue mani restituisce al piccolo la sua immagine. Per questo è importante dare valore, spazio e tempo alle carezze e ai massaggi su tutte le parti del corpo…anche le più dimenticate. Il collo, le gambe, le ascelle…ogni zona ha una sensibilità diversa e ogni carezza aiuta il piccolo a ritrovarsi, ora che non ha più l’utero, che con le sue contrazioni e i suoi movimenti lo accarezzava di continuo…

 

 

Come togliere dalla fascia portabebe’ un bimbo che dorme?

19/10/2011  |  Neonato, Portare  |  No Comments  |  Share

I bambini portati nella fascia solitamente si rilassano e spesso, se hanno meno di sei mesi, si addormentano beati. Molte mamme e papà utilizzano la fascia porta bebè proprio come strumento per far addormentare i bambini più reticenti.

Se si è fuori casa e il bambino è piccolo è possibile tenerlo “addosso” anche per lungo tempo e mentre dorme: difficilmente rumori e stimoli particolari lo sveglieranno e il suo sonno sarà riposante e ristoratore come quello nel lettino.

Quando si è in casa si può appoggiare delicatamente il bambino nel lettino o nella culla mentre dorme.

Quanlche consiglio per non svegliarlo:

- Il nostro sonno non è sempre uguale. Il sonno, in tutti gli esseri umani si suddivide in fasi: REM e nonREM. Nella fase rem è più facile svegliarsi. Più è giovane l’essere umano più è ampia la fase di sonno REM. Avere l’accortezza di aspettare una decina di minuti prima di posare il neonato nel lettino può far aumentare la possibilità che il piccolo sia in una fase NON REM.

- Non togliete il bambino dalla fascia sollevandolo verso l’alto, come si fa solitamente quando è sveglio. Slegate la fascia, sostenendo la schiena e la testa del piccolo con la mano e abbassatevi quanto più possibile sul letto cercando far appoggiare prima la schiena del bambino sul letto e poi fargli perdere il contatto con la vostra pancia.

- Fate tutto lentamente, con pause di assestamento.

- Una volta che il bimbo ha la schiena sul letto, sfilate voi stessi dalla fascia e lasciate la fascia sul letto insieme al bambino.

- Spesso i bambini si svegliano per la differenza di temperatura. Se avete un bimbo molto sensibile provate a riscaldare la zona dove dovete metterlo a dormire ( con cuscini di semi di ciliegio o…anche con il phon..) prima di appoggiarlo.

- Utilizzate la fascia e/o dei cuscini per delimitare la zona del letto o della culla. Dalla fascia riconoscerà il vostro odore, con i cuscini attorno si sentirà più contenuto.

 

Marsupio Terapia e Portare con la Fascia….

16/10/2011  |  Neonato  |  No Comments  |  Share

Spesso i termini si confondono, ma le differenze sono notevoli anche se la teoria di partenza è la stessa: il contatto con l’adulto di riferimento è benefico per il neonato e il bambino.

La Kangaroo Mother Care è una pratica di cura ospedaliera che si utilizza sempre più  spesso con i bambini prematuri. Questa tecnica è stata proposta per la prima volta nell’ospedale di Bogotà, in Colombia, negli anni ’70. I suoi principi cardine sono il contatto pelle a pelle continuo e prolungato tra neonato e genitore, la staticità e il fatto che soltamente viene proposto in periodi di tempo ben precisi. La KMC è consigliata per farorire l’empowerment della madre e del padre nei conforonti del loro bambino ma anche in quanto vero e proprio atto di cura nei confronti dei prematuri. I neonati nati prima del termine che fanno quotidianamente la KMC stabilizzano più velocemente i loro parametri vitali, hanno meno bisogno di aiuto respiratorio e aumentano di peso più velocemente.

Portare il bambino con la fascia può essere una continuazione ideale e un completamenteo della KMC in quanto i genitori possono continuare ad utilizzare la tecnica imparata fino a quando loro e il loro bambini ne sentono il bisogno.

L’utilizzo della fascia inoltre si differenzia dalla KMC per la presenza del movimento. Questo non è solamente una  possibilità di libertà maggiore per chi porta. Il movimento fa ritrovare al bambino che sta nella fascia delle sensazioni molto simili all’esperienza dentro il ventre materno. Per i neonati godere di un movimento continuo e ritmico, come quello di una camminata, stando all’interno di un ambiente stabile e sicuro, come in una fascia, è un momento di grande relax nel quale si possono godere tutti gli stimoli provenienti dal corpo di chi porta.

E.Bonnet, pediatra tedesco e medico sportivo descrive così l’effetto del movimento ritmico sul bambino portato:

” Mentre si cammina  e durante il lavoro fisico  i nostri movimenti sono sempre ritmici. Dopo un po’ di tempo la frequenza respiratoria, i passi e il battito cardiaco si mettono in armonia , come si è scoperti nelle ricerche della medicina sportiva. Questo rilassa e equilibra il sistema psico vegetativo di chi porta. Il bambino portato lo sente e si rilassa di conseguenza. E poi gli stessi movimenti ritmici lo rilassano e riesce ad addormentarsi e a digerire meglio.”