Quando un piccoletto si alza in piedi e finalmente lascia la mano della mamma, quando sorride, si volta quando viene chiamato, quando ti guarda e per la prima volta dice “MMMammamMMaa”, quando dice “Pipì” e corre al vasino…cresce!
Un passo alla volta i nostri bambini evolvono, cambiano, diventano grandi spinti da una forza interna, una forza positiva e irrefrenabile. Una forza che anche volendo non possiamo dominare, non possiamo accelerare come non possiamo fermare.
Naturalmente ciò che succede intorno a loro può aiutare, stimolare o frenare ma non può, fortunatamente, determinare come, quando e in che modo si svilupperà.
Uno dei tanti esempio ci viene dai bambini africani, sempre portati sul financo e sulla schiena fino ai due anni che poi, anche grazie a ciò, sviluppano una straordinaria motilità e una sorprendente autonomia.
Sarebbe facile o forse un po’ troppo gravoso poter insegnare tutto… a volte è meglio attendere, dare tempo e osservare. I piccoli crescono e ci stupiscono sempre.
“Una pizza?!” “….ma sono le tre?!” di notte?, di pomeriggio? Ma si, che male c’è? Siamo in vacanza!
Spesso in vacanza non si fanno cose eccezionali o stratosferiche, si interrompono semplicemente i ritmi e gli schemi. Per noi adulti è un modo per rilassarci e dimenticare il tramtram quotidiano con il suo grigiume e le sue noiose regole.
Per i bambini ciò è vero solo in parte, e più sono piccoli più sono le ritualità e la prevedibilità degli eventi che li fa rilassare non il contrario. E’ nella ripetitività dei rituali che nasce il ricordo, che un evento si imprime piacevolmente nella memoria dei bambini. Siamo obbligati quindi a “Stessa spiaggia stesso mare per anni…o mangiare gelato fragola e limone alle 16 per tutto il mese di luglio”? No, rispondono gli esperti “L’importante è far si che a qualche cambiamento siano associati diversi elementi stabili, che il bambino possa ritrovare dei punti chiave, degli elementi di sicurezza durante la giornata”.
Scegliere quindi di mantenere abbastanza fissi gli orari dei pasti e del riposo, portarsi anche per le vacanze itineranti copertina, orsetto…magari anche le posate di casa, ricreare nella casa in affitto un angolo con i giochi e un tappeto. Piccole cose che possono dare ai bambini sicurezza e tranquillità perchè possano godersi a pieno le loro vacanze.
Da una mail che abbiamo ricevuto.
“Spiagge assolate, la notte sull’oceano, lunghe camminate, la foresta tropicale, cime altissime e innevate… il nuovo catalogo dell’agenzia di viaggi sotto casa? NO! Le mie vacanze fino a qualche anno fa, prima che Terremoto e Tzunami, o LaDoppiaT per gli amici, i miei deliziosi cuccioli, arrivassero a farmi compagnia.
E ora? Fine luglio e un fantastico soggiorno in “una ridente località a non più di due ore di macchina da Milano”, che di ridente ha ben poco, comunque, nonostante la Pro Loco ci provi!
La cosa più entusiasmante: il pullman di tedeschi che fa manovra due volte al giorno sotto le nostre finestre e lo schiacciasassi che ha asfaltato la strada principale del paese… ovviamente in piena stagione turistica, giusto per non farti scordare Milano.
E così, le esigenze di tranquillità dei tuoi adorabili cuccioli, le ferie blindate del marito e la stagione estiva più piovosa della storia ti fanno trasformare le vacanze in un piccolo incubo quotidiano… già perchè la casa, seppur bella, non è mai a misura di bambino, né di settimana intera di pioggia, perchè le macchie non vanno mai in vacanza e perchè tre volte al giorno gli stomachini della DoppiaT reclamano cibo…. e Tu? Lavi, stiri, cucini, pulisci, sedi litigi e rivolte, inventi giochi, vai al parchetto, “spatelli” il più piccolo, fai cose “da ragazza” con la più grande, metti nanna, fai la spesa, e poi, infine, crolli addormentata … in attesa che domani tutto ricominci.
Ma soprattutto incontri quotidianamente le dieci nonnine che instancabili ti ripetono “che adorabili creature!” e tu “CHI????” urli incredula in silenzio “CHI? Tzunami e Terremoto?” e sorridi e procedi oltre, sprofondando nel malumore.
E se fosse questione di prospettiva? Me lo ha fatto venire in mente proprio una nonnina che ha accompagnato la solita frase con uno sguardo malinconico e nostalgico. Io, sono qui, spesso di malumore, e desidero che i miei piccoli crescano abbastanza per riavere indietro un po’ del mio tempo e delle mie vacanze, ma forse, tra qualche anno, rimpiangerò proprio questo delirio quotidiano, quando la DoppiaT avrà ben altro da fare che cercare la loro mamma.
E se questo non cambia nulla della quotidianità, almeno rasserena.”
Pannolini da cambiare, pianti disperati, risvegli notturni, un corpicino così minuscolo da imparare a conoscere e abbracciare e poi le tremila domande: come starà?, avrà caldo?, avrà freddo?, come lo vesto?, lo svesto?, avrà fame?, avrà sete?, lo vizio se lo prendo in braccio?, lo porto con la fascia o lo lascio giù? e… ancora ancora ancora domande e dubbi.
Per sopravvivere, ad un certo punto uno inizia ad ascoltare tutti, tutti i consigli, le critiche e le dritte di tutti coloro che con piacere le affidano ai neo genitori. E’ un dato di fatto, quando si vede un bambino piccolo o una bella panciona tutti, e proprio tutti, si sentono autorizzati a dire e dirti come si deve fare per crescerlo al meglio. Dal droghiere al pediatra, dalla amica al neo nonno, tutti si trasformano in pedagogisti certi e sicuri. E poi i libri: biblioteche e librerie sono piene zeppe di libri sui più piccoli. Alcuni promettono “ricette” facili e veloci per far mangiare, far dormire, far ubbidire, non far piangere il tuo piccolo “diavoletto”, altri non si capisce bene neanche cosa dicano. Fatto è che se uno legge un po’, spesso, piuttosto che chiarirsi le idee se le confonde.
E tu, che già sei travolto da tutto questo cambiamento vai in crisi, ci provi e nulla sembra funzionare, tu perdi la serenità e anche il bimbo… e la frittata è fatta!
Basta. Fermati un po’ e cerca solo di entrare in sintonia con te stessa e poniti questa domanda: come posso far star bene il mio piccolo e come posso stare bene con lui. Cerca sul territorio delle persone e dei luoghi e delle iniziative che possano sostenerti, senza dirti cosa devi fare, ma semplicemente ti accompagnino, ma soprattutto ritrova la fiducia nelle tue capacità di mamma o di papà e impara dirti e a dirvi semplicemente “sono qui, piccolo, qui con te”.
Non è una cosa banale, anche se spesso non ci si sofferma a pensare… nel pancione della mamma in attesa (e anche nella pancina delle prime settimane!) accadono tantissime cose!
Spesso si vede solo la mamma… un contenitore di quello che un giorno sarà un neonato… niente di più sbagliato. Nella pancia della mamma il piccolo si “allena” alla vita che avrà una volta uscito…
si allena??!?!
Ebbene sì. La gravidanza, lungi dall’essere un semplice periodo in attesa di raggiungere il giusto peso per la nascita, è per il bambino un momento di rara e preziosa stimolazione. Nulla è lasciato al caso durante i preziosi nove mesi.
Il bambino tocca e percepisce con la propria pelle, vede, sente, assapora… e si muove! Certo che si muove… qualcosa dovrà pur fare… eh no, il movimento non è un semplice passatempo, serve al bambino per sviluppare i muscoli che altrimenti si atrofizzerebbero, per fare in modo che le sue ossa si rafforzino e il suo fisico cresca forte e sano! Insomma, sì, l’utero della mamma è una vera e propria palestra di vita per il bambino!
Ecco come la natura ci sorprende!
Prendete un neonato e la sua mamma. Si conoscono da nove lunghi mesi ma stanno iniziando una nuova avventura l’uno tra le braccia dell’altro. Sembra magico, romantico, pensare ai primi istanti di vita di un bebè… ma la natura ci mette lo zampino e fa in modo che nulla sia lasciato al caso. Come? Provate a guardare il sito di breast crawl.
Tutti i neonati posti sull’addome della madre subito dopo la nascita, hanno la capacità di trovare il seno materno da soli e di decidere quando prendere la prima poppata, questo è il breast crawl. Con piccoli movimenti i neonati riescono a spingersi verso il seno ciucciandosi le manine (che devono essere lasciate bagnate mentre il resto del corpo va asciugato) che conservano il sapore del liquido amniotico e lo conducono verso il seno che produce un latte dall’odore e sapore simile. Arrivano a poppare entro 45- 60 minuti dalla nascita.
Sfatiamo il mito che i neonati siano una tabula rasa e che non si rendano conto di ciò che avviene dopo la nascita… hanno in loro migliaia di anni e un forte istinto di sopravvivenza che li portano a compiere veri e propri prodigi!
Finalmente è arrivata l’estate! Con i suoi gelati, le sue passeggiate in bicicletta e i concerti o le grandi sagre all’aperto bersagliati dalle zanzare. Certo, oltre alle belle giornate arriva anche la solita ondata di afa (a Milano resa ancora più opprimente dallo smog), che ci può scoraggiare dal portare i nostri piccoli durante i caldi mesi estivi.
Come non rinunciare allora a coccolare i nostri bambini anche quando il termometro esplode?
Scegliete sempre fibre naturali come cotone, lino, canapa. Mai le fibre sintetiche.
Tra i tanti tessuti c’è il lino, perfetto per la calura estiva: rispetto alla tradizionale fascia in cotone è più leggera e quindi più fresca; inoltre le proprietà del lino facilitano il mantenimento di un equilibrio termico tra la pelle del genitore e quella del suo bambino.
Un altro grande vantaggio del lino è la resistenza. La tramatura del tessuto leggermente elastico in senso diagonale lo rende il supporto ideale per portare piccolissimi ma anche i grandi e in particolare sulla schiena, scaricando ottimamente il peso. All’inizio potrà sembrare un po’ rigida come tutti i capi di lino, ma dopo un paio di lavaggi si ammorbidirà.
E’ meglio comunque vestire il meno possibile il piccolo quando lo inserite nella fascia, abbiate cura di proteggere la pelle con una crema solare, coprire la testa con un cappellino ed evitate di uscire durante le ore più calde.
L’estate è il momento ideale per sperimentare la splendida sensazione del pelle a pelle!
Noi non lo avremmo mai detto … eppure eccoci qui.
Era da un po’ di tempo che ci stavamo pensando e alla fine ci siamo decisi!
Da oggi Mammarsupio ha la sua fanpage su Facebook e cinguetta su Twitter.
Perchè? Il motivo è sempre lo stesso, che ci accompagna dall’inizio della nostra avventura con Mammarsupio: condividere esperienze per facilitare la vita alla mamme e ai papà alle prese con l’arrivo dei loro piccoli.
Ed ecco che anche per noi è l’occasione di riraccontarci… serve a noi, prima di tutto, perchè è bello ricordare “i primi passi” e quelli che sono venuti in seguito. Farlo è un’occasione anche per ringraziare tutte le mamme e i papà che in questo tempo hanno aiutato Mammarsupio ad essere sempre più in sintonia con i piccoli e i loro bisogni.
E poi è un modo di presentarci ai nuovi amici che la rete ci aiuterà a incontrare.
Ecco perchè nei prossimi tempi racconteremo tutti i pezzi della nostra e della vostra storia che ci hanno aiutato a crescere, insieme a tante novità.
La prima???? come vedete in questo post parla un NOI!
Mammarsupio nasce nel 2003 dall’esigenza di Raffaella che ha desiderato a tutti i costi una fascia lunga per la sua piccolissima Matilde… che fatica trovare quel “pezzo di stoffa” visto indosso ad una amica, ma che ahimè arrivava dall’Australia e era irreperibile in tutta a Milano. Ed ecco che allora, prima per sé e per le sue bimbe, poi per le sue amiche e i loro piccoli, tra le mani di Raffa, mamma-pedagogista-imprenditrice-sarta, sono nati le prime fasce Mammarsupio. Da questo inizio artigianale, è nato un vero e proprio marchio, il primo italiano a filiera etica. Già! La fascia, così preziosa per i genitori e i bambini, non poteva non tenere conto anche del benessere di tutto il resto. E allora ecco l’attenzione a tutti i passaggi, a tutta la filiera, all’impatto ambientale e sociale che la produzione di questo oggetto produce… ma di questo ne riparleremo, e vi sveleremo tutti i volti che stanno dietro al vostro Mammarsupio.
E intanto, Mammarsupio è cresciuto, come i suoi primi bimbi. Ed ecco qui anche noi…. siamo un piccolo gruppo e ci chiamiamo Meno9+1. Siamo pedagogiste e psicologhe ma anche mamme. Crediamo nell’importanza del contatto con i nostri piccoli, perchè è il modo più bello, più fisiologico, più “sano” per crescere con loro.
Crediamo anche nell’importanza di un marchio Made in Italy, ad alta attenzione etica e sociale, che risponda ai bisogni proprio dei piccoli e delle loro famiglie, e sempre disposto a migliorare, anche grazie ai vostri consigli e alle vostre dritte preziose!
Continuate a seguirci! Da oggi anche anche su Facebooke su Twitter.
Probabilmente lo sapete tutti, ma ve lo vogliamo ricordare…
Mammarsupio da anni organizza incontri per genitori presso associazioni ed enti che ne fanno richiesta.
Ci rivolgiamo a genitori in attesa e neogenitori e affrontiamo temi quali l’ascolto attivo e il contatto fisico tra la mamma e il bambino.
Perché il contatto è un bisogno fondamentale per lo sviluppo del bambino e riveste un ruolo di primaria importanza nella relazione che si instaura tra genitori e bambino dopo la nascita?
Durante gli incontri diamo la possibilità, a chi lo desidera, di provare alcuni supporti per portare i bambini: la fascia lunga in cotone o in lino e il mei tai.
Fate parte di un’associazione, seguite gruppi di mamme in attesa o che hanno partorito da poco, e vorreste avere un incontro presso la vostra sede ? Conoscete un po’ di mamme con bimbi piccoli e volete organizzare una mezza giornata “a tema” con una pedagogista?
Scriveteci!
Stiamo programmando ora il calendario da settembre a dicembre 2011
Mandate una mail a alessia@focuscoop.it
Gli incontri sono GRATUITI nei territori di Milano e hinterland, Bergamo e dintorni, Monza e Brianza per gruppi di almeno 6 mamme.
Le abbiamo davvero sentite tutte, o forse lo pensiamo.
Questa è l’ultima invenzione di una famosa casa produttrice di latte artificiale.
http://www.youtube.com/watch?v=nnRSgxLtdYc&feature=related
una macchinetta per il latte artificiale espresso.
Siamo davvero sicuri che ce ne fosse bisogno e che questo voglia dire semplificare la vita alle mamme? Che messaggio passa attraverso questa pubblicità? Che chi allatta il proprio bambino è all’antica perché in casa non ha un moderno apparecchio che pensa a tutto? Un po’ come chi possiede un vecchio apparecchio tv rispetto a chi ha un moderno monitor ultrapiatto????
Anche per chi non riesce, non può, non vuole allattare il proprio bimbo, perché delegare tutto ad una macchinetta? Il prendersi cura non passa anche attraverso la preparazione del nutrimento per il proprio bambino? Ce lo insegnano da tempo gli esperti in materia di educazione alimentare, il cibo non è solo nutrimento e se vogliamo insegnare ai nostri bimbi a mangiare (bene) dobbiamo spendere del tempo con loro e per loro, ma se già da neonati un cibo per loro lo prepara una macchinetta, quale sarà il passaggio successivo? al posto di preparare un piatto di pasta prenderemo le buste liofilizzate: certo, sono più facili, più veloci, di sicuro successo…
Ecco la posizione dell’ibfan in proposito
http://www.ibfanitalia.org/primopiano/10062011.html
Più che un post sono mille domande. Non pretendiamo certo di avere la risposta a tutte, sono dubbi e perplessità che ci sorgono naturali
































